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Licenziamenti, il governo apre ad interventi per settori
In pratica: fra la formula scelta dal governo – che apre ai licenziamenti da luglio, ma frenandoli in base alla cig – e la richiesta dei rappresentanti dei lavoratori, alla fine la strada potrebbe essere quella di un prolungamento per le filiere più in crisi – come il tessile e il calzaturiero – con uno sblocco invece per quelle in ripresa, come l’edile, baciato dal superbonus.
Palazzo Chigi segue gli sviluppi: a breve il terreno di gioco si sposterà in Parlamento – è il ragionamento, – sarà quello il luogo in cui le varie forze politiche dovranno cercare una sintesi.
“C’è una coalizione ampia in cui si tratta di tenere insieme posizioni anche diverse – ha spiegato il ministro dem Orlando; – ho visto che si sta facendo strada un ragionamento sulla selettività rispetto ad alcune filiere. Se questo ragionamento c’è io sono pronto. Ma i tempi sono stretti”.
Nei giorni scorsi, anche il ministro allo Sviluppo Economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, ha detto che il blocco dei licenziamenti andrebbe “declinato più utilmente sui settori: ad esempio il tessile avrà un’uscita più lenta rispetto ad altri”. Diversa la linea del leader della Lega, Matteo Salvini: “I settori che crescono, che corrono, hanno bisogno di assumere, non di licenziare – ha detto – Penso all’industria e all’edilizia, che devono tornare a essere liberi di agire sul mercato. Mentre i settori che hanno sofferto di più, penso al commercio, ai servizi, al turismo, avranno tempo fino a ottobre per organizzarsi”.
I sindacati restano fermi sulla richiesta di proroga a ottobre. E sulla “selettività” c’è chi rileva qualche difficoltà, soprattutto sulla possibilità tecnica di definire i perimetri delle varie filiere.
C’è poi il timore dei tempi: il blocco dei licenziamenti scade il 30 giugno. Il Parlamento può intervenire nel dl sostegni Bis, all’esame della commissione Bilancio alla Camera, ma le cui eventuali modifiche entrerebbero in vigore solo a fine luglio. Il rischio, quindi, è che i tempi non siano allineati.
Anche per questo i sindacati stanno portando avanti una serie di vertici con le forze politiche di maggioranza. L’incontro più ‘sostanzioso’ della giornata doveva essere quello al Nazareno con i vertici del Pd, che però è stato interrotto all’arrivo della notizia della morte di Guglielmo Epifani.
In mattinata, Cgil, Cisl e Uil avevano incontrato i capigruppo M5s in commissione Lavoro di Camera e Senato. “C’è la necessità di prolungare il blocco per alcuni mesi”, hanno spiegato gli esponenti Cinque Stelle. Tanto che Landini ha accolto con favore “la loro disponibilità a presentare emendamenti che vadano nella direzione delle nostre richieste”.
Malgrado l’apparente avvicinamento, fra gli alleati restano i sospetti. “C’è una continua girandola da parte della Lega, la posizione del Pd invece è stata chiara – ha detto il vicesegretario del Pd Peppe Provenzano. – Direi che quello della Lega è un atteggiamento irresponsabile, ogni giorno cambiano posizione. Giorgetti non è un opinionista, è il ministro dello Sviluppo Economico, è lui che deve indicare i settori che vanno protetti”.
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