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Covid, Istat: quasi metà delle imprese è strutturalmente a rischio | Nel 2020 fatturato dell’industria a picco dell’11,1%

Covid, Istat: quasi metà delle imprese è strutturalmente a rischio | Nel 2020 fatturato dell'industria a picco dell'11,1%

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Covid, Istat: quasi metà delle imprese è strutturalmente a rischio | Nel 2020 fatturato dell’industria a picco dell’11,1%

Le aspettative sulla ripresa A fine 2020 quasi un terzo delle imprese considerava a rischio la propria sopravvivenza, oltre il 60% prevedeva ricavi in diminuzione e solo una su cinque riteneva di non avere subito conseguenze o di aver tratto beneficio dalla crisi. Nonostante uno scenario in miglioramento, le prospettive di ripresa per il 2021 sono giudicate limitate: meno di un’impresa su cinque prevede una normale prosecuzione dell’attività nella prima metà dell’anno.

 

Le imprese più colpite dalla crisi La crisi ha colpito soprattutto le imprese di piccola e piccolissima dimensione (risulta a rischio oltre un terzo di quelle con 3-9 addetti) e si è manifestata prevalentemente attraverso un crollo della domanda interna e della liquidità. A fine 2020 il 32,4% delle imprese con almeno 3 addetti riteneva ancora compromesse le proprie possibilità di sopravvivenza nei primi sei mesi del 2021; il 62% prevedeva ricavi in diminuzione e meno del 20% riteneva di non avere subito conseguenze o di aver tratto beneficio dalla crisi.

 

 

Gli effetti su manifattura e turismo Nel 2020 l’indice in valore del fatturato della manifattura ha registrato un calo dell’11,1% rispetto al 2019, con diminuzioni analoghe sul mercato interno (-11,1%) e su quello estero (-11,3%), dovute in buona parte al crollo del secondo trimestre (circa -30% su base tendenziale). Gli effetti economici più devastanti legati alla pandemia Covid riguardano le attività legate al turismo, con una diminuzione del 59,2% degli arrivi totali e del 74,7% di quelli dall’estero. 

 

Aumenta il rischio shock per le banche Per l’Istat, l’insolvenza di molte imprese, che costituisce il principale rischio nei mesi a venire per il sistema produttivo italiano, aumenta l’esposizione del sistema bancario a possibili trasmissioni dello shock dal segmento non finanziario, implicando possibili tensioni sia sui bilanci delle banche, sia sui rapporti banca-impresa. 

 

 


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