“Gli elevati livelli di debito pubblico che difficilmente diminuiranno nei prossimi anni, la crescita lenta e la mancanza di un’agenda di politica economica coerente”. Per Moody’s sono questi i fattori principali che motivano “la nostra visione creditizia dell’Italia, valutata al livello Baa3 con outlook stabile”. Lo scrive l’agenzia di rating, precisando che si tratta di una “credit opinion” e non di una decisione sul rating dell’Italia.

Secondo l’agenzia di rating, però, “la formazione di un governo di coalizione di centrosinistra dovrebbe far prevedere un periodo di stabilità politica, che è positivo nei confronti di uno scenario di debole crescita dell’economia domestica e incerte prospettive di crescita globale”. Secondo Moody’s, inoltre, il nuovo esecutivo, che “sarà meno euroscettico rispetto al precedente governo del Lega/M5s” e “meno conflittuale nei confronti dell’Europa”, potrà anche “consentire la presentazione tempestiva del bilancio 2020”.Ciononostante, a causa delle lacune evidenziate, l’agenzia di rating ha “ridotto le previsioni di crescita per l’intero anno a solo lo 0,2% (dallo 0,4% in precedenza)”, sebbene sia prevista “una performance di crescita leggermente più forte nella seconda metà dell’anno, con tassi di crescita trimestrali dello 0,1-0,2%” grazie “principalmente ai continui sviluppi positivi sul mercato del lavoro e sulle esportazioni”.negativa anche l’analisi di Moody’s sul debito pubblico: gli economisti dell’agenzia si aspettano che salga al 133% del Pil nel 2019, dal 132,2% del 2018, per poi aumentare ulteriormente al 133,6% nel 2020.


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